COMUNICATO DEL PRESIDENTE NAZIONALE

Cinque operatori delle nostre Forze Speciali, due del 9°rgt.d’assalto par. Col Moschin e tre del COMSUBIN, sono stati investiti ieri dall’esplosione di una IED nella Regione Autonoma del Kurdistan Irakeno. Nonostante le condizioni gravi di alcuni di loro, nessuno pare in imminente pericolo di vita, anche se porteranno per sempre nella carne i segni tangibili  e profondi del loro impegno. A loro, alle loro famiglie, alle Forze Armate ed alle loro unità va la solidarietà di tutti i paracadutisti dell’ANPDI. L’evento, che si inquadra nel pluriennale impegno delle nostre unità nelle aree più delicate del nostro spicchio di mondo, ci riporta ai dolorosi eventi che hanno funestato le nostre operazioni in Iraq, Afghanistan, Somalia e Libano riaccendendo dolori mai dimenticati e riportandoci alla mente situazioni drammatiche incise profondamente nelle pagine della nostra storia recente. Soprattutto, l’evento ci ricorda che mentre molti, sul territorio nazionale, sembrano impegnati soprattutto a sbarazzarsi della nostra identità e sovranità nazionale, molti soldati continuano ad onorare gli impegni del loro giuramento, spendendosi personalmente per l’onore di tutti noi.  Prendiamola come una lezione. Impariamo!

LE “GIORNATE DEL PARACADUTISMO ITALIANO”

LE “GIORNATE DEL PARACADUTISMO ITALIANO”

Questa mattina, insieme al Centro Studi del Paracadutismo Militare Italiano, alla Presidenza Nazionale ANPd’I, all’Amministrazione di Pisa ed alla presenza di un rappresentante della Brigata Paracadutisti Folgore, abbiamo presentato il programma delle “Giornate del Paracadutismo Italiano”.

Gli eventi inizieranno il prossimo 24 ottobre con una conferenza sulla Battaglia di El Alamein (palazzo Gambacorti, ore 17.00) e proseguiranno sino al 29 novembre pv, quando si terrà la conferenza “Assalto dal cielo!” riguardante le operazioni delle Aviotruppe e dei paracadutisti nella Seconda Guerra Mondiale.

Ricordo che il 25 ottobre, presso la Caserma Gamerra di Pisa, alle ore 9.00, avrà luogo la festa della Brigata Paracadutisti Folgore e che sarà possibile visitare il Museo di Storia delle Aviotruppe.


COMUNICATO IMPORTANTE DEL PRESIDENTE NAZIONALE

“Un anziano Sottufficiale in quiescenza ha avuto il cattivo gusto di scrivere una “lettera aperta” al Comandante della nostra Brigata con speciose argomentazioni circa i rapporti che la stessa intrattiene con l’ANPDI e non con altre realtà estemporanee non riconosciute dal Ministero della Difesa, come quella della quale si erge a rappresentante. La mancanza di stile dimostrata dai toni usati tirando in ballo addirittura il Comandante della Folgore con una lettera pubblica per questioni che i gentiluomini trattano di persona, è motivo di mortificazione e di forte disagio per chi si riconosce nei nostri valori. Sebbene, quindi, il Sottufficiale in questione non abbia nulla a che spartire con l’ANPDI, l’associazione sente il dovere di esprimere ad Aquila 1 la piena solidarietà per l’accaduto.”

Il Presidente Nazionale
Marco Bertolini

L’ANPDI PIANGE UN ALTRO REDUCE: IL LEONE DELLA FOLGORE GIUSEPPE BAROLETTI CI HA LASCIATO

È lungo l’elenco dei paracadutisti della seconda guerra mondiale che ci hanno lasciato quest’anno. Giuseppe Baroletti, della sezione di Livorno, ha infatti raggiunto i suoi commilitoni poco prima che, come da tradizione, noi paracadutisti d’Italia ci incontrassimo nell’anniversario della battaglia di El Alamein per ricordare quanti, come lui, hanno pagato di persona per consegnarci la Patria di oggi. Sarebbe stato certamente tra di noi, attorniato dai paracadutisti labronici e col suo basco amaranto, diverso nella foggia dal copricapo dei “suoi tempi” ma identico nei valori che, come quello, vuole significare: coraggio, generosità, disinteresse personale, amore di Patria e fedeltà. È, infatti, sempre stato fedele ai valori della sua giovinezza, Giuseppe,  ed ha saputo crescere una famiglia degna, che ora lo piange, alimentando con la sua pacata passione molti paracadutisti dell’ANPDI.

Ed è sempre stato fedele all’ANPDI stessa, senza cedere ai personalismi che spesso vengono agitati nella nostra triste epoca in cui il “dovere” viene normalmente asfissiato sotto una coltre di mortiferi e incredibili “diritti”. Non sgomitava Giuseppe, non obiettava, non rivendicava. Semplicemente, modestamente, sommessamente, disciplinatamente interpretava la sua natura di soldato italiano, consapevole del grande onore che gli era stato riservato dall’appartenenza alla Folgore e al 186mo reggimento. Fortunati coloro che hanno saputo informarsi al suo esempio! Folgore!

Gen. Marco Bertolini

77° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN

77° ANNIVERSARIO
DELLA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN

Pisa, 25 Ottobre 2019


“Anche quest’anno, il 25 ottobre commemoreremo l’anniversario della battaglia di El Alamein presso la Caserma Gamerra di Pisa, la “casa madre” di tutti noi paracadutisti. L’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia sarà presente in forze, come sempre, per dimostrare ai nostri fratelli in armi la nostra vicinanza in un’epoca di grandi difficoltà per le Forze Armate e per riaffermare la continuità dei valori dei nostri Padri. Abbiamo il compito difficile di navigare contro corrente, senza piegarci alla logica di chi ci vorrebbe inerti e rassegnati a un declino morale che sarebbe un insulto per le generazioni che ci hanno lasciato una Patria degna, perché a nostra volta la consegnassimo ancor più degna a chi ci seguirà. Dimostreremo la nostra passione per l’Italia con il nostro contegno, la nostra compostezza, con le nostre uniformi associative in ordine e con i nostri Labari, a far ala al Medagliere Nazionale ed alle Bandiere di guerra delle nostre unità. A presto a Pisa! Folgore!”

Marco Bertolini

IL FOLGORINO CESARE MUSSONI CI HA LASCIATO

Un altro folgorino, un altro combattente di El Alamein ci ha lasciato. Si tratta di Cesare Mussoni, classe 1920, che ha seguito – nell’ordine – Mario Guerra, Pasquale Fazio e Santo Pelliccia, solo considerando questo 2019. Ma altri se ne sono andati nel 2018 e negli anni che precedono, spesso in silenzio, in ossequio alla legge dell’anagrafe e della natura. Cesare faceva parte di quella razza di Italiani che, mentre altri cercavano pretesti per praticare il disimpegno e la resa, si fece avanti, chiedendo di combattere nei ranghi della più futuristica delle Armi, i paracadutisti. Combatté, quindi, ad El Alamein, nei ranghi del 2° battaglione fino a quando la disponibilità di armi glielo consentì, e continuò a combattere contro la demoralizzazione e la resa in una lunga prigionia che non ne intaccò l’onore. Il paracadutista Mussoni, per questo, ha sempre esibito la sua appartenenza alla Folgore come un blasone del quale andare fiero, frequentando la Sezione ANPDI di La Spezia e le cerimonie della specialità fino a che ne ha avuto le forze.

Siamo un po’ più soli, quindi, e lo siamo proprio in un momento di grande mestizia, quando il nostro bisogno di abbeverarci all’esempio di quei combattenti sarebbe più forte. Per questo, nel 2018 abbiamo partecipato con particolare entusiasmo alle cerimonie del centenario della Vittoria della nostra Patria, quando l’Italia diventò “grande” grazie al sacrificio dei soldati sul Carso e sul Piave, e lo ripetiamo in ogni commemorazione dei fatti d’arme che si sono susseguiti in Africa, ma anche in Russia, nei Balcani e sul territorio nazionale. Loro furono protagonisti di un’epoca nobile, di grandi sogni e di grandi illusioni al tempo stesso, nella quale alla prospettiva di un’Italia più rispettata seguì la delusione di una sconfitta che comunque non ne distrusse morale e consapevolezza di appartenere ad un popolo grande, capace di rialzarsi in piedi anche contro lo sforzo di mille nemici. Per questo, anche oggi avremmo bisogno di loro; avremmo ancora bisogno di leggere nei loro occhi, strappato via il triste velo della delusione dai loro volti, i motivi che li spinsero a farsi avanti e a chiedere di combattere, mentre i furbi sceglievano il disimpegno, la resa o il tradimento. E ne avremmo anche bisogno per trovare rimedio a quel virus che sembra aver diviso il nostro popolo in fazioni l’un contro l’altra armate, che si fronteggiano proprio sui valori fondanti del nostro essere Nazione, Popolo e Stato, con particolare riferimento all’indipendenza della nostra Patria e alla centralità della famiglia. Di quel virus, loro rappresentano l’antidoto infallibile al quale abbiamo fatto ricorso da sempre, immunizzandoci contro il disfattismo di chi ci vorrebbe rassegnati, stanchi e inerti. Mantenendo la loro memoria, affidata a noi oltre che al pattuglione dei sopravvissuti di quell’epoca difficile, attraverseremo a testa alta anche il nostro tempo. Difficile anch’esso!

Folgore!

Gen. Marco Bertolini