ASSOCIAZIONE NAZIONALE

  PARACADUTISTI D'ITALIA

FESTA DELLA FRATELLANZA AL PRESENA

Passo Paradiso – Ghiacciaio del Presena, Domenica 24 agosto 2025.
In uno scenario di straordinaria suggestione naturale si è svolta la 48ª edizione della Festa della Fratellanza, appuntamento ormai storico che ogni anno richiama associazioni e autorità italiane e austriache sui luoghi che furono teatro della Grande Guerra.

La cerimonia, istituita nel 1977 dall’intuizione dell’alpino Emilio Serra e del Kaiserjäger Kurt Steiner, è organizzata dal Museo della Guerra Bianca di Vermiglio, con il sostegno del Comune di Vermiglio, della Provincia autonoma di Trento, della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e del Museo Storico del Trentino.

Anche l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia ha voluto portare la propria testimonianza di vicinanza e memoria attraverso la presenza della Sezione di Trento, che ha sfilato insieme alle numerose delegazioni d’arma intervenute: Alpini, Kaiserjäger, Paracadutisti della Folgore, Schützen e Standschützen dell’Euregio, nonché rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche italiane e austriache.

 

La giornata è stata scandita dalla suggestiva sfilata dal Presena e dalla Santa Messa in quota, accompagnata dal Corpo Bandistico Ossana Vermiglio e dal Coro Santa Maria Assunta di Tassullo. Significativa anche la presenza di molte autorità locali, provinciali e delle due sponde dell’arco alpino, unite in un comune momento di riflessione e memoria.

Più di un secolo fa, su queste stesse montagne, migliaia di giovani furono costretti a combattersi in condizioni estreme, pagando con la vita non solo i colpi del nemico, ma anche il gelo e le sofferenze della cosiddetta “guerra bianca”. Oggi, nello stesso scenario, la Festa della Fratellanza rinnova il suo messaggio di pace, dialogo e cooperazione tra i popoli, condannando con fermezza i conflitti e le disumanità che ancora insanguinano il mondo.

Per i Paracadutisti dell’ANPd’I, la partecipazione a questa ricorrenza è motivo di orgoglio e di impegno: custodire la memoria, onorare i caduti e ribadire, con la propria presenza, che i valori di fratellanza, solidarietà e servizio non appartengono soltanto al passato, ma continuano a guidare il presente e il futuro dell’Associazione.

 

PAOLA DEL DIN, PRESIDENTE ONORARIA DELL’ANPDI, COMPIE 102 ANNI

Il 22 agosto 2025, la professoressa Paola Del Din ha tagliato l’invidiabile traguardo dei 102 anni. La sua non è solo una storia personale, ma una testimonianza vivente dei valori che animano l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, di cui è Presidente onoraria: coraggio, spirito di sacrificio, amore per la libertà e dedizione assoluta alla Patria.

 

Nata a Pieve di Cadore nel 1923, ultima di tre fratelli, entrò nella Resistenza con Maria e Renato. Dopo la morte di quest’ultimo, caduto in combattimento, assunse in suo onore il nome di battaglia “Renata”, proseguendo con instancabile determinazione la lotta di liberazione. Il 9 aprile 1945, addestrata dal Special Operations Executive britannico, si lanciò col paracadute oltre le linee nemiche portando documenti agli Alleati: nonostante la frattura a una caviglia, completò la missione, diventando la prima paracadutista donna italiana in tempo di guerra.

Per il suo eroismo le furono conferite la Medaglia d’Oro al Valor Militare, il titolo di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana, il riconoscimento di “Cadetto ad honorem” dell’Accademia Militare di Modena e numerose cittadinanze onorarie.

Anche re Carlo III, nel suo discorso in Parlamento italiano lo scorso aprile, ha citato Paola Del Din quale esempio luminoso dell’eroismo della Resistenza e del sostegno che gli italiani offrirono ai soldati britannici durante il conflitto.

La sua vita continua a essere un faro per la grande famiglia paracadutista: come ricordato dal 3° Gruppo Regionale “Triveneto” nel messaggio augurale, Paola Del Din rappresenta “un punto di riferimento e un testimone vivente dei valori che animano la nostra Associazione”.

Oggi, a 102 anni, la sua figura resta per tutti noi paracadutisti non solo motivo di orgoglio, ma richiamo costante alla Fedeltà, all’Onore e allo Spirito di Corpo che contraddistinguono l’ANPd’I.

L’ANPDI BERICA IN LUTTO: È SCOMPARSO IL PARACADUTISTA DANIELE MASSIGNANI

La Sezione Berica dell’ANPd’I piange la scomparsa improvvisa di Daniele Massignani, classe 1963, mancato lo scorso 12 agosto. Figura entusiasta, sempre disponibile e presente sia nelle attività della Sezione che nel volontariato del proprio paese, Spessa di Cologna Veneta (VR),  Daniele lascia un vuoto profondo tra quanti hanno avuto modo di conoscerlo e condividere con lui valori, ideali e momenti di vita.

Paracadutista della Folgore, era conosciuto da tutti come “il Veterano” per aver partecipato alla missione di pace in Libano. Proprio il 6 luglio scorso, durante l’inaugurazione del “Monumento al Veterano”, aveva ricevuto un riconoscimento insieme ad altri paracadutisti reduci da missioni operative.

Il funerale, celebrato il 20 agosto 2025 presso la chiesa di Santa Maria della Neve a Spessa, ha visto una grande partecipazione di amici, paracadutisti, parenti e rappresentanti delle Sezioni ANPd’I, segno tangibile della stima e dell’affetto che lo circondavano.

Nel suo intervento, il Presidente della Sezione Berica, par. Mariano Pasqualin, ha ricordato con commozione la figura di Daniele, sottolineando come fosse sempre pronto a ricoprire con orgoglio ruoli significativi durante le cerimonie: scortare la corona ai Caduti, portare la bandiera o issarla al momento dell’alzabandiera. E in quelle occasioni, con il basco amaranto, il brevetto e la medaglia della missione in Libano appuntati sul petto, riviveva l’orgoglio dei giorni in cui da giovane paracadutista si era lanciato più volte da quel cielo azzurro che ora lo accoglie per sempre.

“Daniele – ha detto Pasqualin – in questo suo ultimo lancio ha voluto stupirci. È salito sull’aereo, ma questa volta non si è lanciato: è rimasto lassù, a vegliare su tutti noi, in quell’angolo di cielo riservato ai paracadutisti, ai martiri e agli eroi”.

Alla moglie Teresa e a tutta la famiglia vanno le più sentite condoglianze della Sezione Berica, dei Nuclei di Arcugnano e Basso Vicentino, e delle Sezioni ANPd’I del Triveneto. La comunità paracadutista si stringe attorno a loro con affetto, gratitudine e sincero rimpianto.

LE SEZIONI DI TRIESTE E PIACENZA ALL’IPA MARSCH DI STOCCARDA

Nei giorni 4 e 5 luglio 2025 una squadra mista ANPd’I, composta da 12 paracadutisti della Sezione di Trieste e 6 della Sezione di Piacenza, ha preso parte alla 5ª edizione dell’IPA Marsch di Stoccarda, manifestazione organizzata dalla sezione locale della International Police Association.

La marcia, non competitiva, prevedeva distanze dai 10 ai 40 km da percorrere in squadra, senza frazionamenti, entro il tempo massimo stabilito. Il percorso, immerso nelle colline circostanti la città, alternava tratti sterrati e asfaltati, con continui saliscendi per un dislivello positivo di circa 1500 metri, intercalato da punti di controllo e ristoro.

La squadra ANPd’I, radunatasi a Stoccarda il giorno 4, ha completato con disciplina e compattezza l’intero tragitto dei 40 km, la distanza più lunga, con passo regolare (5,5 km/h) e soste ridotte. Nonostante il caldo superiore ai 30°, i paracadutisti hanno raggiunto il traguardo in anticipo, sfilando compatti sotto il Tricolore. Al loro arrivo, l’organizzazione ha reso omaggio con l’esecuzione a sorpresa dell’Inno di Mameli: un momento di grande emozione, suggellato dal grido “Folgore!” e dal caloroso applauso del pubblico.

La spedizione è stata arricchita dalla visita al Museo Tecnologico di Sinsheim, al Palazzo della Questura di Stoccarda per la cerimonia conclusiva, e all’Abbazia di Weltenburg sul Danubio. In tale occasione, la Sezione di Trieste ha donato agli organizzatori una scultura del par. Umberto Bordon, realizzata con materiali provenienti dai luoghi della Battaglia di Caporetto e dedicata alle gesta del giovane tenente Erwin Rommel.

Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che hanno reso possibile la partecipazione, con il loro impegno organizzativo, e al par. I Cap. cav. Nicola De Lauro, impossibilitato all’ultimo momento a unirsi alla squadra.

L’esperienza ha rinsaldato il legame tra le due Sezioni, che già avevano marciato insieme nel 2022, e ha visto ancora protagonista l’instancabile basco verde Angelo Capelli, 79 anni, simbolo dello spirito indomito che anima i paracadutisti ANPd’I.

Di seguito la lista completa dei partecipanti.

Sezione di Trieste:

par Umberto Bordon

par Cristiano Boscolo

par Tamara Capriglione

par Richard Cosliani

par Ten CC Giuliano Iust

par Christian Longo

Ten f par Maurizio Manzin

par Serg MM Enrico Moretti

Ten CC par Gabriele Samueli

CC par Pierluigi Schintu

par alp Marco Zazzali

par Ten AM Vittorio Zucconi Galli Fonseca

Sezione di Piacenza:

par Angelo Capelli

par Pietro Coppelli

par L ten CC Francesco Cutuli

par Fabrizio Devoti

par Guerriero Dovani

par Fabio Scrollavezza

 

CERIMONIA AD ALPAGO: LE SEZIONI ANPd’I DEL TRIVENETO UNITE NEL RICORDO

Alle Porte de Nato, nel comune di Alpago (BL), si è svolta una cerimonia di grande intensità che ha riunito numerose Sezioni ANPd’I del Triveneto, insieme a rappresentanti delle Associazioni d’Arma. Non solo un appuntamento commemorativo, ma anche e soprattutto un’occasione di incontro e di fratellanza, vissuta nel segno dei valori di lealtà, sacrificio e memoria.

A dare ulteriore significato alla giornata è stata la presenza delle autorità locali e militari: la consigliera del Comune di Alpago Elisabetta Bortoluzzi, il sindaco di Chies Gianluca Del Borgo, la consigliera del Comune di Tambre Isabella Lavinia, e per il 7° Reggimento Alpini il graduato Federica Marchiorato. Un segno concreto del legame profondo tra istituzioni, comunità locali e mondo delle associazioni combattentistiche.

Uno dei momenti più sentiti è stato l’intervento del Consigliere Nazionale ANPd’I Dariol, che ha portato i saluti della Presidenza Nazionale, ribadendo la costante attenzione verso le Sezioni territoriali. Lo stesso Dariol ha poi consegnato al vice presidente della Sezione di Alpago, Giuseppe Zampieri – alpino, paracadutista e decano del gruppo – una spilla raffigurante il “vecchio vagone volante” C-119, gesto simbolico di riconoscenza per la lunga militanza nell’Associazione.

La cerimonia si è conclusa con un pranzo conviviale organizzato dalla Sezione di Alpago, guidata dal presidente Luca Padovan, che ha accolto gli ospiti con calore e impeccabile spirito organizzativo. L’incontro, svoltosi tra i boschi, ha rappresentato un ulteriore momento di condivisione e amicizia, rafforzando i legami di fratellanza tra tutti i partecipanti.

IL PARACADUTISTA SERGIO ARTICO HA EFFETTUATO L’ULTIMO LANCIO

La Sezione Paracadutisti ANPD’I NORD FRIULI piange la scomparsa di Sergio Artico, spentosi il 18 luglio dopo una lunga malattia. Classe 1962, Artico aveva iniziato il suo percorso militare con il 4°/81 per poi prestare servizio nella prestigiosa Brigata Paracadutisti Folgore, presso la Compagnia Genio Pionieri Paracadutisti di Lucca (B.M. 71069).

Entrato a far parte della sezione nel 2010 con la tessera n. 69, Artico si era subito distinto per il suo profondo attaccamento al gruppo, partecipando con entusiasmo a tutte le attività e ricoprendo l’incarico di consigliere dal 2013 al 2015. Ma la sua eredità va oltre l’impegno istituzionale: artista sensibile, aveva lasciato un segno tangibile del suo passaggio dipingendo lo stemma della sezione, oggi esposto nella sede sociale, e avviando quello del nucleo di Udine, opera purtroppo rimasta incompiuta.

Il presidente di sezione Roberto Pecile lo ricorda con commozione: “Persona sincera e leale, con il suo ottimismo e il suo sorriso sornione ha affrontato le difficoltà con grande spirito, forza e orgogliosa dignità, rappresentando la figura ideale del paracadutista. Lascia un doloroso vuoto nei nostri cuori. Oggi piangiamo la perdita di un Uomo, un Fratello, un Paracadutista. Riposa in pace”.

Le parole di Pecile tracciano il ritratto di un uomo che ha vissuto secondo i valori più alti del corpo. 

 

MONUMENTO PER I VETERANI DELLE MISSIONI DI PACE A LOZZO ATESTINO

LOZZO ATESTINO (PD) – Una cerimonia carica di emozioni e memorie si è svolta domenica 6 luglio presso l’agriturismo “Valbona” di proprietà del paracadutista veterano Roberto Trevisan. La sezione Berica dell’ANPD’I, insieme ai nuclei di Arcugnano e Basso Vicentino, ha inaugurato un monumento dedicato ai militari impegnati nelle missioni internazionali di pace, in occasione del terzo raduno dei veterani e del 32° anniversario della missione IBIS in Somalia.

La commemorazione ha visto la partecipazione di numerose sezioni ANPD’I del Triveneto e di una rappresentanza dell’Associazione Veterani Americani, creando un ponte ideale tra esperienze e tradizioni militari diverse. La cerimonia, aperta dallo schieramento dei partecipanti e dall’alzabandiera accompagnato dalle note della Banda Musicale di Lozzo Atestino, ha raggiunto il suo momento più intenso con lo scoprimento del monumento e la successiva benedizione da parte del parroco don Roberto.

Tra gli interventi, quello della M.A.V.M. LGT. par. Giampiero Monti che ha rievocato i drammatici eventi del 2 luglio 1993 in Somalia, quando rimase e ferito e perse il commilitone Pasquale Baccaro durante un attacco armato. 

Il presidente della sezione Berica, Mariano Pasqualin, nel suo discorso ufficiale ha ringraziato le autorità presenti, tra cui il sindaco Luca Ruffin e la consigliera regionale Milena Cecchetto, soffermandosi poi sul significato profondo del monumento. “Con questa opera – ha spiegato Pasqualin – abbiamo voluto rendere omaggio al valore e all’impegno di tutti coloro che hanno servito nelle missioni di pace, spesso in contesti di grande pericolo”.

Il monumento, realizzato con lastre di marmo che simboleggiano la solidità dell’impegno dei veterani, presenta diversi elementi significativi: la preghiera del paracadutista, un pennone colorato con la sabbia della Somalia e il simbolo del “non ti scordar di me”.

Significativo è stato l’annuncio di un futuro gemellaggio tra la sezione Berica e l’Associazione Veterani Americani, suggellato dal tradizionale scambio della moneta tra i rappresentanti delle due organizzazioni. “Questo monumento – ha concluso Pasqualin – sarà un luogo permanente di commemorazione e riflessione, aperto a tutti coloro che vorranno rendere omaggio al sacrificio dei nostri militari”.

L’evento si è chiuso con la lettura della preghiera del paracadutista.

CIMA VALLONA, 58 ANNI DOPO. UN ALTARE DELLA MEMORIA, PRESIDIO DI VALORI.

Domenica 29 giugno 2025, nel cuore della suggestiva Valle del Digon, si sono tenute le celebrazioni per il 58° anniversario dell’Eccidio di Cima Vallona, una delle pagine più drammatiche ma anche più luminose della storia repubblicana, testimone del sacrificio di uomini dello Stato caduti in servizio.

Le commemorazioni si sono svolte con la consueta solennità, grande partecipazione popolare e il sentito raccoglimento che questa ricorrenza impone. Vi hanno preso parte autorità civili, militari e religiose, i familiari delle vittime, rappresentanti di numerose Associazioni d’Arma – tra cui Paracadutisti, Alpini, Carabinieri, Guardia di Finanza – oltre a un reparto di Incursori del 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”, accompagnato dal proprio Comandante, Colonnello Andrea Bandieri. Presenti anche molte amministrazioni locali e cittadini giunti da tutto il Triveneto e oltre.

Al centro della commemorazione, il ricordo dell’attentato terroristico del 25 giugno 1967, quando un gruppo secessionista sudtirolese del BAS (Befreiungsausschuss Südtirol) fece esplodere un traliccio dell’alta tensione. In risposta, furono inviati sul posto militari dell’Esercito, della Guardia di Finanza e reparti specializzati dei Paracadutisti.

Due ordigni esplosivi, abilmente occultati lungo il sentiero, seminarono la morte. Caddero:

  • il Capitano Carabiniere Paracadutista Francesco Gentile,

  • il Sottotenente Sabotatore Paracadutista Mario Di Lecce,

  • il Sergente Sabotatore Paracadutista Olivo Dordi,

  • e, poche ore dopo, l’Alpino Armando Piva.

Rimase gravemente ferito ma sopravvissuto il Sergente Maggiore Sabotatore Paracadutista Marcello Fagnani, tuttora testimone vivente e presente, ogni anno, con commovente fedeltà.

Il Segretario Nazionale dell’ANPd’I, Generale B. (ris.) Enrico Pollini, ha voluto sottolineare l’importanza della memoria e il ruolo irrinunciabile delle Associazioni d’Arma nella trasmissione dei valori fondanti della Repubblica:

“È per me un onore e un dovere essere qui oggi, in rappresentanza dell’ANPd’I, per rendere omaggio ai servitori dello Stato che offrirono la propria vita nell’adempimento del dovere. I loro nomi ci guidano, il loro sacrificio ci interpella e ci responsabilizza. Questo luogo non è solo un altare della memoria: è un presidio di valori.”

Anche il Consigliere Nazionale ANPd’I del Triveneto, Par. Roberto Dariol, in una nota, che ha voluto ricordare:

“È nostro dovere ricordare i loro nomi: Gentile, Di Lecce, Dordi, Piva e il sopravvissuto Fagnani. Quel tragico evento rappresenta per tutti noi un monito contro l’oblio, un richiamo al sacrificio e una responsabilità concreta. Le Associazioni d’Arma – e in particolare l’ANPd’I – hanno il compito di custodire e tramandare questa memoria.”

Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla Sezione ANPd’I di Alpago e al suo Presidente Luca Padovan, per il costante, silenzioso e prezioso impegno nella cura del Sacello in quota (2.216 metri) e dei luoghi dell’Eccidio.

“Un impegno – ha proseguito il Consigliere – che va oltre la celebrazione formale, e si fa testimonianza concreta di affetto, rispetto e fedeltà. Sentiamo il dovere di affermare, con rispetto e verità storica, che la presenza e la dedizione dell’ANPd’I nel custodire questo luogo sacro non sono in alcun modo secondarie. È qui che si misura il senso autentico del nostro appartenere.”

Pur riconoscendo la forza e la visibilità di altre storiche associazioni come quella degli Alpini, verso cui è stata ribadita sincera amicizia e stima, è stato riaffermato il ruolo dei Paracadutisti nella costruzione e nel mantenimento del senso stesso di questo luogo simbolico, che non appartiene a un singolo corpo, ma alla memoria collettiva della Nazione.

La cerimonia si è conclusa con la deposizione delle corone e il silenzio d’ordinanza. I volti tesi e commossi dei presenti erano il riflesso di un’emozione autentica, composta, condivisa.

“Il loro spirito di servizio – ha conclude il Consigliere ANPd’I – non è rimasto sepolto nella roccia. Vive. Vive in noi, vive in ogni giovane che, anche grazie alle Associazioni d’Arma, scopre il valore dell’impegno, dell’identità e dell’amore per l’Italia.”

Cima Vallona, anche quest’anno, si è confermata non solo come luogo del ricordo, ma come faro morale per tutti coloro che credono ancora nei valori del dovere, dell’onore e del servizio alla Patria. Un appuntamento che si rinnova, nella convinzione che la memoria non sia un rituale da custodire, ma una responsabilità da vivere.

ZAVORRATA DEL MONTELLO: EMOZIONE, MEMORIA, ONORE

Il Montello ha accolto i paracadutisti provenienti da tutta Italia per la manifestazione che unisce commemorazione, spirito di Corpo e dedizione alla Patria.

Tra i sentieri della Grande Guerra, là dove la storia d’Italia è stata scritta con il sacrificio di migliaia di giovani, si è svolta con straordinario successo la Zavorrata del Montello, appuntamento organizzato dalla Sezione di Treviso.

Un evento che è molto più di una marcia: è un momento di condivisione e di memoria, un atto collettivo per onorare chi ha dato la vita per l’Italia e per ribadire il valore della fratellanza tra paracadutisti.

La manifestazione ha preso avvio sabato 7 giugno con la cerimonia ufficiale a cui hanno partecipato numerose sezioni ANPd’I provenienti da ogni regione del Paese, testimonianza della forte coesione che lega i soci dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia. Presente il Sindaco di Giavera del Montello, Andrea Macari, che ha sottolineato il profondo legame tra la comunità locale e i Paracadutisti dell’ANPd’I.

   

Il significato internazionale alla commemorazione è stato reso possibile grazie alla presenza di Sua Eccellenza Ivor Neil Coward, Console del Regno Unito,  il quale ha ricordato il comune sacrificio dei popoli nelle battaglie combattute su questo territorio.
Fondamentale il sostegno istituzionale portato dal Presidente della Provincia di Treviso, Par Stefano Marcon, che ha espresso l’importanza di tramandare alle nuove generazioni la memoria di quei tragici eventi. Alla cerimonia erano presenti anche il Segretario Nazionale ANPd’I, Gen (ris) Enrico Pollini,  il Consigliere Nazionale, Par Roberto Dariol, la Presidente provinciale del Comitato 10 Febbraio, Martina Lacchin e le amministrazioni di tutta l’area montelliana e numerose autorità civili e militari.

Nel suo saluto inaugurale, il Fiduciario del Nucleo Montello, Par Romeo Viezzer, cerimoniere della manifestazione, ha ricordato come la Zavorrata, giunta ormai alla sua tredicesima edizione, rappresenti un appuntamento che unisce storia, natura e memoria. “Percorrere questi sentieri — ha sottolineato — significa non solo onorare il passato, ma vivere attivamente la storia in un clima di pace e di condivisione, per riflettere sul presente e costruire un futuro di speranza e solidarietà. La Zavorrata del Montello non è solo un appuntamento sportivo e commemorativo: è un viaggio nella memoria, un modo per vivere la storia in prima persona e per riflettere sul valore della pace e della solidarietà tra i popoli,” ha evidenziato Viezzer.

Domenica 8 giugno, con partenza alle ore 7, la Zavorrata ha preso concretamente vita: 17 km lungo i sentieri del Montello, zaino da 10 kg sulle spalle, in un percorso che non è soltanto fisico ma soprattutto simbolico. Marciare sui tracciati della Grande Guerra, fermandosi per rendere onore ai Caduti nei luoghi dove la storia è ancora tangibile, è stato per tutti i partecipanti un gesto di altissimo valore.

Il Generale Pollini  ha consegnato il premio al paracadutista più anziano che ha completato l’intero tracciato: Piero Gatto, classe 1941, 83 anni, della Sezione di Bassano, che ha percorso i 17 km insieme al plotone commemorativo, dimostrando ancora una volta che lo spirito paracadutista non conosce età.

La competizione è stata vinta dalla coppia Bacco – Federici, in rappresentanza della Sezione Fiemme Fassa e del gruppo BAO, con un tempo di 1 ora, 52 minuti e 39 secondi, un risultato di assoluto rilievo considerando il tracciato impegnativo e la zavorra imposta.

Ancora una volta l’ANPd’I ha dimostrato la propria capacità di coniugare l’onore con il passato, trasmettendo l’energia e la coesione del presente.
Due giornate intense che hanno riaffermato i valori che fanno grande tutta l’ANPd’I, garantendone la continuità nel tempo.

 

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