CORDOGLIO E RICONOSCENZA PER I NOSTRI CADUTI IN CONGO

Quando muore un nostro conoscente, un nostro amico, muore un pezzo di noi. Ma quando a morire è un servitore dello Stato e la morte è conseguenza dell’azione consapevole di chi vuole uccidere chi ci rappresenta, è la Nazione tutta ad essere colpita e a piangere per la ferita che le è stata inferta. E’ questo il caso dell’assassinio dell’Ambasciatore Attanasio e del suo carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci, in Congo.


Ma in questo caso, dopo le lacrime si insinua confortante la consapevolezza che esistono ancora persone disposte a rischiare la vita per tutti noi, per rappresentare la nostra Italia anche in aree difficili e pericolose. E’ grazie a loro che, nonostante ogni più frustrante “distanziamento sociale”, continuiamo a non sentirci soli, continuiamo a sentirci parte di una comunità portatrice di tradizioni e cultura degne di essere salvaguardate e trasferite a chi ci seguirà.

Per questo, unitamente al cordoglio più profondo non possiamo non esprimere alle famiglie dei due Caduti la nostra riconoscenza di Italiani, per il sacrificio di cui si sono fatte carico per tutti noi. Troppo spesso, infatti, concentrati sulle piccinerie della nostra routine quotidiana facciamo fatica a renderci conto dei sacrifici che uomini come i loro Cari Caduti affrontano ogni giorno per consentirci di dirci sempre orgogliosi della nostra Patria.


Come paracadutisti e soldati, non possiamo poi non esprimere la nostra particolare vicinanza all’Arma dei Carabinieri, presso la quale operava Vittorio, inquadrato nel 13° rgt. Friuli Venezia Giulia di Gorizia della 2^ Brigata mobile e già, in precedenza, paracadutista della nostra Folgore.

Folgore!

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