COMUNICATO URGENTE – ARRUOLAMENTO PER CHIAMATA DIRETTA NELL’ESERCITO ITALIANO DI N. 120 UFFICIALI MEDICI E N. 200 SOTTUFFICIALI INFERMIERI

L’Associazione segue costantemente l’evolversi della situazione, nell’intento di dare il massimo contributo alle Autorità, per contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19.

A tal riguardo, informo tutte le Sezioni che l’attuale emergenza ha imposto un arruolamento straordinario di personale sanitario nell’Esercito Italiano.

L’art.7 del Decreto Legge 16.3.2020 ha infatti autorizzato, per l’anno 2020, l’arruolamento eccezionale, a domanda, di militari dell’Esercito italiano in servizio temporaneo, con una ferma eccezionale della durata di un anno, del seguente personale:

a) n. 120 ufficiali medici, con il grado di tenente;

b) n. 200 sottufficiali infermieri, con il grado di maresciallo.

Conseguentemente, il Ministero della Difesa – Direzione Generale per il Personale Militare, ha diramato la Circolare allegata recante i requisiti e le modalità di partecipazione.

La domanda di partecipazione deve essere inoltrata entro il giorno 25 marzo 2020 attraverso l’apposito portale concorsi del Ministero della Difesa, raggiungibile al seguente link:

https://concorsi.difesa.it/ei/nominadiretta/Straordinario2020/Pagine/home.aspx

Chiedo pertanto ai Presidenti di Sezione di dare la massima diffusione della presente comunicazione, per far sì che il reclutamento abbia il maggior successo possibile.

Il Presidente Nazionale
Gen. C.A. (ris.) Marco BERTOLINI

SCARICA LA CIRCOLARE DEL MINISTERO DIFESA
Circolare-Reclutamento-straordinario-medici_infermieri.pdf (11 download)

RINVIATA A DATA DA DESTINARSI L’ASSEMBLEA NAZIONALE 2020

1. La prevista Assemblea Nazionale dell’ANPDI, come noto, è stata programmata per il 18 aprile p.v. a Napoli. Al riguardo, sono già stati espletati tutti i passi principali per l’organizzazione della stessa, soprattutto grazie all’impegno appassionato della Sezione partenopea e del suo Presidente Castiello, nonché del Consigliere Nazionale De Gennaro, che ringrazio entrambi di cuore per la dimostrazione di spirito paracadutista dimostrato.

2. Peraltro, il perdurare della crisi sanitaria che ha imposto al governo la promulgazione dei Decreti alla base delle mie precedenti disposizioni circa la sostanziale interruzione completa di tutte le attività associative (a meno di quelle espletabili per via informatica o telefonica), mi induce a ritenere inadeguato il crono-programma che ci siamo dati. E ciò, anche nel caso che effettivamente la crisi si risolva per il 3 aprile prossimo, data limite per ora imposta dal governo alle misure restrittive della routine nazionale. Le due settimane che separerebbero tale data dal 18 aprile, infatti, non sono sufficienti per “rimettere in moto” un motore complesso come quello del nostro massimo appuntamento annuale.

3. In ordine a quanto sopra, con il parere concorde della GEN riunitasi il 10 sera per via informatica, anche al fine di risparmiare alle sezioni più lontane l’inutile procedura di prenotazioni di aerei, navi ed alberghi, ho deciso il rinvio dell’Assemblea Nazionale ANPDI del 2020 a data da definirsi successivamente, auspicabilmente entro il primo semestre dell’anno in corso e sempre a Napoli.

4. Si tratta di un provvedimento eccezionale ed inedito, per quel che mi risulta, che deriva da una situazione a sua volta eccezionale ed inedita che non possiamo ignorare. Ma ci rifaremo. Ora concentriamoci su questa guerra, e vinciamola!

Folgore!

Il Presidente Nazionale
Gen. C.A. (ris) Marco Bertolini

Esegui il download della Lettera
SPIANTO-ASSEMBLEA-NAZIONALE.pdf (29 download)

PINO DE GRADA, UN ALTRO LEONE CHE CI LASCIA

È morto il Paracadutista Giuseppe “Pino” De Grada, socio della sezione di Cremona. È un altro Leone che ci lascia, in questi ultimi mesi nei quali siamo stati testimoni di altri lutti nella nostra famiglia “paracadutista”, con molti che sono ”andati avanti” tra i protagonisti dell’epopea di cui vorremmo essere figli. Nei ranghi della Folgore aveva combattuto nella zona di Dier El Munassib, aggregato alla Compagnia cannoni e responsabile di un pezzo da 47/32. Rimase al fronte fino all’ordine della ritirata che, come la maggior parte dei Paracadutisti Italiani, fece fatica ad accettare in quanto ancora saldi sulle loro postazioni. Catturato dagli inglesi rientrò in Italia nel 1946.

Pino e i suoi commilitoni erano entrati nella nostra vita tutti assieme, racchiusi in quel Quadrato fermissimo di giovani ardimentosi per noi così difficile da emulare, presi come siamo dalle nostre piccole questioni di figli con la pancia piena. Ora sene vanno, da soli, senza l’allegria e la spensieratezza di quei giorni lontani, quando la morte al fronte sapeva assumere anche i toni scanzonati della gioventù. Ci lasciano la grande responsabilità di continuare sulla loro strada oltre all’onore di esserci ispirati al loro esempio. Alla famiglia di Pino e alla sezione ANPDI di Cremona vanno le nostre più affettuose e sentite condoglianze. Folgore!

L’ANPDI PIANGE LA PERDITA DI UMBERTO SIMONINI

Dopo un lungo deperimento, nella prima mattinata del 23 dicembre si è spento a Reggio Emilia  a 92 anni di età Umberto Simonini, raggiungendo così l’adorata moglie Luciana dalla quale era stato strappato pochi anni fa dopo una lunga vita trascorsa assieme. Umberto ha rappresentato per decenni uno dei personaggi più noti del paracadutismo italiano del dopoguerra, quale animatore di una pratica che lentamente ma inesorabilmente diventava uno sport vero e proprio, seppur profondamente radicata nel contesto valoriale  tradizionale della Folgore. Intelligente ed energico organizzatore, ha spinto con la forza della sua passione, con la costanza della sua disponibilità, con la sicurezza della sua professionalità e con la piacevolezza della sua bonomia molti giovani e meno giovani a scoprire la bellezza dell’attività entusiasmante alla quale ha dedicato tutte le sue energie, confermandoli in una passione che spesso è diventata scelta di vita.

Il paracadutismo italiano deve molto a Umberto e moltissimo gli devono i tanti – come colui che scrive – che ebbero la fortuna di realizzare la bellezza del paracadutismo sotto la sua direzione attenta. L’ANPDI piange uno dei suoi dirigenti più illuminati.

Marco Bertolini

MUORE IL LEONE DELLA FOLGORE LUIGI BERTAGNA

Ieri 11 novembre si è spento in Verona il Cap.Magg. Paracadutista Luigi BERTAGNA, nato il 18 settembre 1922.
Arruolatosi nella Folgore viene destinato alla 15^ Compagnia del V° Battaglione 186° Reggimento con incarico di “tiratore di fucilone controcarro” ed in tale veste partecipa alla battaglia di El Alamein.
Giovanissimo era soprannominato “Balilla” o “il tedesco” essendo biondissimo e con occhi azzurri “adottato” dai camerati Fallschirmjager della Ramke.
Sopravvive  alla battaglia, iniziando il ripiegamento con la sua compagnia confluendo poi nei ranghi del 285° Battaglione Folgore che raccolse i superstiti.
Partecipa alla battaglia di Takrouna e viene fatto prigioniero dagli inglesi l’11 maggio 1943 presso Nabeul – Capo Bon  ed inviato al campo di prigionia n°211 in Algeria.
Inizia una serie di rocambolesche evasioni: 15 luglio 1944  evade ma viene catturato il 15 agosto  dalla Polizia Inglese ed imprigionato nel campo 211 ma il 20 agosto evade di nuovo dallo “steccato K”“ del campo 211 ed il 1 settembre arriva in treno a Tunisi in uniforme inglese e fascia MP al braccio ma il 30 dicembre 1944 viene arrestato nei pressi del campo di aviazione di Tunisi dalla polizia americana e da essa rinchiuso nelle prigioni. Viene in seguito rispedito al campo 211 dove subisce processo e condanna a 30 gg di cella di punizione.
Socio della Sezione ANPd’I di Verona ha partecipato attivamente a diversi incontri con studenti ed ha collaborato alla stesura del libro autobiografico “La battaglia di El Alamein i ragazzi della Folgore” del Reduce Piero Di Giusto, suo commilitone della 15^ Compagnia.
Il figlio Mauro la Figlia Monica comunicano che i funerali si terranno venerdì 15 novembre alle ore 1600 nella chiesa di San Tommaso, zona Ponte Nuovo, in Verona.

COMUNICATO DEL PRESIDENTE NAZIONALE

Cinque operatori delle nostre Forze Speciali, due del 9°rgt.d’assalto par. Col Moschin e tre del COMSUBIN, sono stati investiti ieri dall’esplosione di una IED nella Regione Autonoma del Kurdistan Irakeno. Nonostante le condizioni gravi di alcuni di loro, nessuno pare in imminente pericolo di vita, anche se porteranno per sempre nella carne i segni tangibili  e profondi del loro impegno. A loro, alle loro famiglie, alle Forze Armate ed alle loro unità va la solidarietà di tutti i paracadutisti dell’ANPDI. L’evento, che si inquadra nel pluriennale impegno delle nostre unità nelle aree più delicate del nostro spicchio di mondo, ci riporta ai dolorosi eventi che hanno funestato le nostre operazioni in Iraq, Afghanistan, Somalia e Libano riaccendendo dolori mai dimenticati e riportandoci alla mente situazioni drammatiche incise profondamente nelle pagine della nostra storia recente. Soprattutto, l’evento ci ricorda che mentre molti, sul territorio nazionale, sembrano impegnati soprattutto a sbarazzarsi della nostra identità e sovranità nazionale, molti soldati continuano ad onorare gli impegni del loro giuramento, spendendosi personalmente per l’onore di tutti noi.  Prendiamola come una lezione. Impariamo!

LE “GIORNATE DEL PARACADUTISMO ITALIANO”

LE “GIORNATE DEL PARACADUTISMO ITALIANO”

Questa mattina, insieme al Centro Studi del Paracadutismo Militare Italiano, alla Presidenza Nazionale ANPd’I, all’Amministrazione di Pisa ed alla presenza di un rappresentante della Brigata Paracadutisti Folgore, abbiamo presentato il programma delle “Giornate del Paracadutismo Italiano”.

Gli eventi inizieranno il prossimo 24 ottobre con una conferenza sulla Battaglia di El Alamein (palazzo Gambacorti, ore 17.00) e proseguiranno sino al 29 novembre pv, quando si terrà la conferenza “Assalto dal cielo!” riguardante le operazioni delle Aviotruppe e dei paracadutisti nella Seconda Guerra Mondiale.

Ricordo che il 25 ottobre, presso la Caserma Gamerra di Pisa, alle ore 9.00, avrà luogo la festa della Brigata Paracadutisti Folgore e che sarà possibile visitare il Museo di Storia delle Aviotruppe.


COMUNICATO IMPORTANTE DEL PRESIDENTE NAZIONALE

“Un anziano Sottufficiale in quiescenza ha avuto il cattivo gusto di scrivere una “lettera aperta” al Comandante della nostra Brigata con speciose argomentazioni circa i rapporti che la stessa intrattiene con l’ANPDI e non con altre realtà estemporanee non riconosciute dal Ministero della Difesa, come quella della quale si erge a rappresentante. La mancanza di stile dimostrata dai toni usati tirando in ballo addirittura il Comandante della Folgore con una lettera pubblica per questioni che i gentiluomini trattano di persona, è motivo di mortificazione e di forte disagio per chi si riconosce nei nostri valori. Sebbene, quindi, il Sottufficiale in questione non abbia nulla a che spartire con l’ANPDI, l’associazione sente il dovere di esprimere ad Aquila 1 la piena solidarietà per l’accaduto.”

Il Presidente Nazionale
Marco Bertolini

L’ANPDI PIANGE UN ALTRO REDUCE: IL LEONE DELLA FOLGORE GIUSEPPE BAROLETTI CI HA LASCIATO

È lungo l’elenco dei paracadutisti della seconda guerra mondiale che ci hanno lasciato quest’anno. Giuseppe Baroletti, della sezione di Livorno, ha infatti raggiunto i suoi commilitoni poco prima che, come da tradizione, noi paracadutisti d’Italia ci incontrassimo nell’anniversario della battaglia di El Alamein per ricordare quanti, come lui, hanno pagato di persona per consegnarci la Patria di oggi. Sarebbe stato certamente tra di noi, attorniato dai paracadutisti labronici e col suo basco amaranto, diverso nella foggia dal copricapo dei “suoi tempi” ma identico nei valori che, come quello, vuole significare: coraggio, generosità, disinteresse personale, amore di Patria e fedeltà. È, infatti, sempre stato fedele ai valori della sua giovinezza, Giuseppe,  ed ha saputo crescere una famiglia degna, che ora lo piange, alimentando con la sua pacata passione molti paracadutisti dell’ANPDI.

Ed è sempre stato fedele all’ANPDI stessa, senza cedere ai personalismi che spesso vengono agitati nella nostra triste epoca in cui il “dovere” viene normalmente asfissiato sotto una coltre di mortiferi e incredibili “diritti”. Non sgomitava Giuseppe, non obiettava, non rivendicava. Semplicemente, modestamente, sommessamente, disciplinatamente interpretava la sua natura di soldato italiano, consapevole del grande onore che gli era stato riservato dall’appartenenza alla Folgore e al 186mo reggimento. Fortunati coloro che hanno saputo informarsi al suo esempio! Folgore!

Gen. Marco Bertolini