È MORTO IL GENERALE LEONARDO ROSA

È morto il Generale Leonardo Rosa, nella serata dell’antivigilia di Natale di questo anno triste che ha portato molti dolori alle nostre comunità, alle nostre famiglie ed anche all’associazione. Il Generale Rosa era “nato” al reggimento Nembo, prima che il reggimento venisse inserito nella Brigata paracadutisti. Era così venuto a contatto con i valori e con la mentalità di quelli che erano stati i combattenti della Divisione Nembo fin dall’inizio della sua carriera, dopo l’Accademia Militare. Proprio per questo fu per lui naturale chiedere ed ottenere di essere assegnato ai paracadutisti presso i quali maturò tutte le sue non indifferenti esperienze di Comandante di uomini. Culmine di queste, certamente, il comando per tre anni del 2° battaglione paracadutisti “Tarquinia”, prima che lo stesso venisse elevato a livello di reggimento, e il Comando della SMIPAR, quando la Scuola sfornava ancora 500 paracadutisti al mese, in un tripudio di attività frenetiche che sono incredibili per chi giudicasse il passato guardando solo alla realtà odierna, fatta di caserme quasi vuote se paragonate a quelle di allora.

Il suo comando della Scuola rappresentò un periodo “felice”, quando il paracadutismo dei nostri militari di leva si concretizzava spesso in decine di lanci a testa durante il breve servizio militare, prima che la coincidenza di eventi drammatici e speculazioni contro la Folgore da parte di chi non ci ama facesse diradare la nostra attività principe: non abbiamo mai avuto strada facile nel praticare quello che siamo, come sappiamo bene. 

Comandante della SMIPAR, in particolare, collaborò fattivamente con l’ANPDI che allora si appoggiava direttamente e pesantemente sulle risorse militari per i propri lanci. 

Fu quindi naturale per lui continuare il suo impegno anche in quiescenza nell’ambito dell’Associazione, presso la quale ricoprì incarichi importanti come Vice Presidente e Segretario Tecnico mettendo a disposizione la sua enorme esperienza. 

L’ANPDI e la famiglia dei paracadutisti perdono un altro loro importante rappresentante, in questo scorcio finale di 2020, ricordato da chi ha avuto la fortuna di essere alle sue dipendenze come un Comandante sollecito ma come pochi attento alle esigenze del personale, autorevole ma generoso al tempo stesso. Ha segnato col suo percorso la vita della Brigata e della Specialità, ma anche quella dell’Associazione. Credo che non ci sia miglior commiato da lui di quello racchiuso nel nostro Grido di battaglia, FOLGORE!

IL DNA RESTITUISCE UN NOME ALLE VITTIME DEL REGIME DI TITO di Fausto Biloslavo

Iniziativa sostenuta da Panorama:
fondi per il riconoscimento dei Marò della X Mas
uccisi nelle isole del Quarnero

Panorama sulle foibe in Slovenia e raccolta fondi per l’identificazione dei resti dei marò trucidati ad Ossero nel 1945.
Se pensate sia giusto aderite e fate girare. Comunità di Lussinpiccolo – Trieste Fondo Ossero IT45P0103002230000003586982 Monte dei Paschi di Siena – causale: “Per l’identifcazione dei marò di Ossero”.

I 22 marò della X Mas e 6 militi italiani del battaglione Tramontana di Cherso hanno combattuto senza speranze contro l’avanzata dei partigiani di Tito nelle isole del Quarnero. Un loro compagno (Mario Sartori di Genova) si è suicidato dopo l‘ultima battaglia, per non cadere prigioniero, a Neresine il 20 aprile 1945. I 27 sopravvissuti, dopo la resa, sono stati torturati e condotti a Ossero scalzi e seminudi. Il 21 aprile hanno dovuto scavarsi la fossa dietro il muro nord del cimitero. Poi sono sono stati fucilati, nonostante fossero prigionieri di guerra, e sepolti nelle due fosse comuni.

Solo il 9 maggio 2019, ben 74 anni dopo, sono stati riesumati i resti dei marò della X Mas e dei volontari della Tramontana di Cherso. Alcuni avevano sul cranio il foro del proiettile dell’esecuzione. “Adesso riposano nel sacrario dei caduti d’Oltremare di Bari- spiegano Licia Giadrossi e Federico Scopinich a Panorama – ma vorremmo dare un nome e cognome ai resti”. L’iniziativa è della Comunità italiana degli esuli di Lussino che ha sede a Trieste.
“Grazie alle ricerche di alcuni soci e all’elenco dei prigionieri trucidati abbiamo rintracciato una decina di parenti sparsi per l’Italia disponibili al riconoscimento attraverso il Dna” spiega Giadrossi. Per questo motivo gli esuli hanno contattato Paolo Fattorini, l’esperto dell’identificazione genetica dell’Università di Trieste.
Il problema  sono i costi: “La nostra associazione è piccola e ha poche risorse”. Fattorini sta valutando la richiesta, ma fa notare che “solo di reagenti ci vogliono 100 € per vittima e si può arrivare anche a 500 € per tutta la procedura. Poi andrebbe aggiunto il costo del personale e l’utilizzo delle strumentazioni”. 
I marò e i militi avevano aderito alla Repubblica sociale, la parte dei vinti, con l’idea impossibile di difendere un lembo d’Italia, ma non esiste giustificazione per le torture, l’esecuzione e le fosse comuni che dovevano farli dimenticare per sempre, se non le barbarie di chi non rispetta i prigionieri di guerra. Un buon motivo, 75 anni dopo, per dare un nome e un cognome ai resti ignoti che riposano nel sacrario di Bari lanciando una raccolta fondi sul sito di Panorama. E permettere ai familiari di avere una tomba vera dopo deporre un fiore e piangere i loro cari riemersi dall’oblio ideologico del passato, giusto o sbagliata che fosse la loro scelta.


L’articolo completo è disponibile al seguente link: (https://www.panorama.it/news/politica/foibe-dna)

 

COMUNICATO STAMPA IL PARACADUTISTA LUIGI TOSTI COMPIE 100 ANNI


COMUNICATO STAMPA

Domani, 22 novembre 2020 sarà festeggiato il centesimo compleanno
del Reduce d’Africa e del Gruppo di Combattimento Folgore,
Paracadutista Luigi TOSTI,
nostro Socio nella Sezione di Latina.

Nato a Cisterna di Littoria (ora Cisterna di Latina) il 22 novembre del 1920 da una famiglia di origini contadine, si arruola nei paracadutisti dove viene assegnato alla 12^ Compagnia del IV Battaglione ed inviato in Africa Orientale assieme al resto della Divisione Folgore.

Nel Giugno del 1942 viene ferito in combattimento ad una gamba e rimpatriato. Al termine della convalescenza si arruola nella Nembo con la quale viene dislocato in Sardegna.
Dopo l’armistizio segue le sorti della Nembo fino ad approdare al Gruppo di Combattimento Folgore, Reggimento paracadutisti Nembo, II Battaglione, 5^ Compagnia con il quale combatte fino a fine guerra.
Rientrato nella vita civile ha continuato il lavoro nella azienda agricola paterna assumendone con successo le redini. Si è dedicato alla famiglia, tre figli maschi, ed al lavoro oltre che alla sua grande passione: la caccia.

Sempre presente alle attività associative ed alle ricorrenze militari che riguardano la Specialità Paracadutisti, ha in ogni circostanza orgogliosamente rivendicato il suo passato di combattente dando esempio alle giovani generazioni di paracadutisti.

Assieme alla tua famiglia che ti festeggia con tanto affetto c’è tutta l’ANPd’I in un abbraccio ideale!

Folgore!! Nembo!!

 

PUBBLICATO FOLGORE SETTEMBRE-OTTOBRE 2020

All’interno di questo quarto numero del 2020, gli eventi più rilevanti di Settembre e Ottobre, il Giro d’Orizzonte RIFLESSIONI SUL IV NOVEMBRE del Presidente Nazionale, gli articoli di attualità sugli eventi più rilevanti accaduti in questi due mesi, la rubrica NOTIZIE DA ASSOARMA a proposito del Disegno di Legge 991, lo SPECIALE 74ª ASSEMBLEA NAZIONALE ANPd’I e lo SPECIALE 78° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN, le notizie dai REPARTI IN ARMI e le notizie inviateci dalle Sezioni ANPd’I con le attività svolte e sugli eventi tristi per tutti quei soci che hanno effettuato il loro ultimo lancio… Buona lettura! Folgore!

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CAMPIONATO NAZIONALE ANPDI PRECISIONE CON PARACADUTE PLANANTE – Edizione 2020

Sabato 26 e domenica 27 settembre 2020 si svolgerà a Thiene (VI)  sull’Aeroporto “A. Ferrarin” – meteo permettendo – l’edizione 2020 del Campionato Nazionale A.N.P.d’I. di precisione in atterraggio con paracadute planante.
Contestualmente si terrà il II° Trofeo Città di Thiene.

Gran lavoro per la Sezione A.N.P.d’I. di Padova – investita dell’organizzazione dell’evento – che in un anno non facile come quello attuale è riuscita ad ottenere una partecipazione molto nutrita: complessivamente12 squadre e 60 atleti.

Le gare si svolgeranno sabato dalle 9.00 alle 18.00 e domenica dalle 8.00 alle 16.00 e termineranno con lepremiazioni alle 17.00.

Velivolo a disposizione: TURBO FINIST.

A tutti gli atleti l’augurio di uno “ZERO” in condotta!

La Redazione

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CAMPIONATO-NAZIONALE-ANPDI-REGOLAMENTO-PARTICOLARE-DI-GARA-Anpdi-2020.pdf (46 download)

 

IN MEMORIA DEL GENERALE DI BRIGATA PARACADUTISTA CARMINE DE FELICE

È con profondo dolore che l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia apprende della scomparsa nella scorsa notte del Generale Carmine De Felice.

Ufficiale intelligente e generoso che aveva dedicato la Sua intera vita alla Specialità, era nato a Livorno nel 1937 ed aveva trascorso infanzia e adolescenza con la famiglia a Lucca.

Entrato in Accademia Militare a Modena nel 1958 con il 15° Corso, aveva poi frequentato la Scuola di Applicazione a Torino superando brillantemente gli studi e ricevendo nel 1962 la nomina a Tenente. Contestualmente veniva assegnato ad un reparto di Fanteria in Vercelli dal quale, dimostrando subito passione ed interesse per le Aviotruppe, nel 1964 otteneva il trasferimento presso il 1° Reggimento Paracadutisti a Livorno.

Alla promozione al grado di Capitano nel 1968, veniva assegnato alla Scuola Militare di Paracadutismo in Pisa dove, oltre al comando di compagnia, svolgeva incarichi sempre più impegnativi e di grande responsabilità quali quello di Capo Ufficio Addestramento e Lanci, di Aiutante Maggiore in 1^ della Scuola e successivamente, negli anni 1983-1984, di Comandante del Terzo Battaglione Addestramento Reclute “Poggio Rusco”, profondendo senza alcun risparmio ogni Sua energia per il benessere e la sicurezza del personale in addestramento.

Dopo due anni trascorsi a Livorno presso il Comando Brigata Paracadutisti “FOLGORE” quale Capo Ufficio Personale della prestigiosa Unità, rientrava a Pisa come Comandante della Scuola, incarico che terminava nel 1990. Tale periodo confermava ed esaltava ancora di più la statura morale e professionale del Soldato la cui morte oggi piangiamo. Uomo colto ed ironico, rigoroso ed umano, tenace e instancabile, dotato di un patrimonio di conoscenze tecniche di altissimo livello, il Generale De Felice ha inciso un ricordo incancellabile nei cuori dei Paracadutisti.

Terminava la Sua brillante carriera militare quale Comandante del Presidio Militare di Livorno congedandosi dalle Armi nel 1992.

L’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, nell’esprimere il suo più profondo cordoglio alla Famiglia De Felice, abbruna oggi i suoi Labari e rende gli Onori ad un Paracadutista che vivrà per sempre, in spirito, inquadrato nelle immateriali Brigate dei Soldati d’Italia che ci hanno preceduti nell’alto dei cieli.

Le esequie avranno luogo domani Venerdì 5 Giugno alle ore 15.00 presso la Chiesa di Santo Stefano in via Luigi Bianchi, località Porta a Lucca Pisa.

RESTARE UNITI

                   

Recentemente è passata in Commissione Difesa la proposta di istituire una “giornata nazionale degli alpini”.  Unitamente alla Presidenza di Assoarma e di moltissime altre Associazioni d’arma, ho quindi espresso la contrarietà dell’ANPDI ad una iniziativa che incrina il rapporto di sano cameratismo tra componenti diverse dell’Esercito. Sono convinto che l’iniziativa, che potrebbe sembrare meritoria ad un osservatore esterno che non conosca le Forze Armate, non sia stata voluta dall’ANA né dalla massa dei nostri commilitoni con la Penna Nera, ma da chi probabilmente crede giusto differenziarli dagli altri componenti dell’Esercito in ragione delle loro indubbie ed ammirevoli caratteristiche. 

Purtroppo, quando ci sono di mezzo i militari, la tentazione è sempre la stessa: DIVIDERE. 

Dividere con l’imposizione delle associazioni sindacali che trasformeranno in spirito di categoria quello che era lo spirito di corpo; e ora dividere con la discriminazione tra specialità tra di esse complementari come se fossero alternative o concorrenti, intaccando l’anima profonda dell’Esercito. Altre divisioni, dolorose, fanno ormai parte della nostra storia come Forza Armata e della storia delle nostre Grandi Unità: le cicatrici rimangono e continuano a dolere. Tutti blandiscono, e intanto amputano, riducono e rimescolano. Ma ora sarebbe il tempo di ricostruire.

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