ASSOCIAZIONE NAZIONALE

  PARACADUTISTI D'ITALIA

E’ MORTO IL GEN. C.A. ANTONIO MILANI

E’ morto il Generale di C.A. Antonio Milani, presso la sua abitazione in Livorno.

Presidente Onorario della Sezione ANPDI di Livorno, seguiva con attenzione tutte le attività associative, informandosi spesso sulla situazione generale e dispensando consigli sempre utili, perché irrorati da un profondo amore per la Specialità e da un esemplare spirito di servizio nei confronti di tutti. Il Generale è noto a tutta l’associazione oltre che per il suo vissuto in servizio, anche per la realizzazione di pregevoli pubblicazioni associative per ripercorrere e tramandare la memoria delle nostre aviotruppe, con particolare riferimento a quelle del dopoguerra.

Nato a Casorate Sempione in Provincia di Varese il 17 agosto 1931, Antonio Milani è diventato sottotenente il 21 dicembre 1955. Ha percorso tutte le impegnative tappe previste per gli Ufficiali di Stato Maggiore, frequentando l’89esimo corso di stato maggiore della scuola di guerra e il 15/mo corso di stato maggiore interforze. Pilota osservatore, ha frequentato il corso di stato maggiore dell’esercito francese e il joint warfare course ed il royal college of defence studies inglese.

Il Generale Milani aveva avuto uno splendido cursus honorum, in un’epoca nella quale non erano molti i paracadutisti a “fare carriera”. La sua vita è stata sempre all’ombra della Folgore, fino al punto di stabilirsi nella città labronica a fine servizio nella quale aveva vissuto le sue esperienze di Ufficiale inferiore e di 12° Comandante del 2° battaglione paracadutisti. Ma era, appunto, un Ufficiale di elevatissimo livello e per questo fu anche alla testa della nostra Brigata Folgore dal 1983 al 1986, in un periodo storico nel quale la Brigata da poco reduce dal primo impiego fuori area nazionale in Libano, si affermava in ambito nazionale come strumento operativo unico per importanza e capacità operative.

Successivamente è stato, dal 1986 al 1988, Capo Ufficio Generale del Capo di SMD e, dal 1988 al 1989, Comandante della Zona Militare di Livorno. Promosso Generale di Corpo d’Armata, ha ricoperto, dal 27 marzo 1990 al 4 febbraio 1993, l’incarico di Sottocapo di Stato Maggiore per il supporto a Shape, l’HQ della Nato a Mons (Belgio) per essere infine nominato Vice Comandante in capo delle Forze alleate del sud Europa.

Una volta in quiescenza non ha smesso di sentirsi impegnato per la Specialità e le Forze Armate. Indimenticabile la sua partecipazione, assieme al compianto Generale Dario Orrù e al Generale Giovanni Giostra, alla realizzazione di pregevoli pubblicazioni storiche sulla Specialità con particolare riferimento alla rinascita della Folgore nel dopoguerra.

Chi scrive lo ricorda, in particolare e con grande affetto, per la vicinanza sempre dimostrata a lui e all’Associazione, ma anche per l’umanità con la quale come Aquila 1 si rapportava con i nostri paracadutisti. Ricordo in particolare un momento della mia vita quando, dopo il rientro dal Libano dove ero stato impiegato coma Comandante del Reparto Incursori, ero stato posto al comando della 4^ compagnia Falchi. Lui, Comandante della Brigata, effettuava frequenti visite in caserma e soprattutto in addestramento, spesso accompagnato dal suo Capo di Stato Maggiore Ten.Col.Monticone. Mi rimase impressa in particolare la facilità con la quale nel chiedere ai ragazzi di dove venissero riuscisse sempre a sorprenderli con un commento, con una battuta o un ricordo riferito alle loro località di origine, mettendo tutti a proprio agio e facendoli sentire al centro della sua attenzione.

Era un vero gentiluomo, cordiale, misurato nel tratto e sempre correttissimo.

L’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia non lo dimenticherà.

Signor Generale Milani, a Dio!

Folgore!

Gen. C.A. (Ris.) Marco Bertolini

5 risposte a “E’ MORTO IL GEN. C.A. ANTONIO MILANI”

  1. Compagno di giochi nei favolosi anni Trenta nella bella vigna di nonno Enrico, sono vicino a Nigra ed ai figli (Leila assomiglia fortemente alla “zia Speranza”, mamma di Antonio) nel ricordo di “Amelio”, così come era chiamato in famiglia.
    Attilio Selvini, già professore nel Politecnico di Milano.

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