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PISTOIA, 23 OTTOBRE 2026: IL PRESIDENTE NAZIONALE LEGGE LA LETTERA RICEVUTA DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E INCANTA IL PUBBLICO CON IL SUO DISCORSO

Dopo aver letto la lettera che il Presidente della Repubblica ha recapitato all’ANPd’I si è rivolto a tutti i presenti con queste parole:

Rivolgo un saluto, a nome di tutta l’ANPDI, alle autorità intervenute in questa tradizionale commemorazione della Battaglia di El Alamein.

Una battaglia persa, purtroppo, nella quale però il valore italiano si affermò su un nemico strabordante che si preparava ad invadere lo stesso territorio nazionale l’anno successivo, dopo averci strappato le città libiche i cui nomi sopravvivono solo nella toponomastica di qualche coraggiosa città italiana.

Ne ripercorreremo oggi pomeriggio lo sviluppo con una conferenza storica per gettare una luce professionale e anche tecnica su quegli eventi, senza tema di desacralizzarli come altri, diversi da noi, vorrebbero invece fare.

Un saluto particolare lo rivolgo naturalmente alla Sottosegretario di Stato per la Difesa Sen.Isabella Rauti, che abbiamo l’onore di avere quale socia dell’Associazione, nonché al Capo di SME, Gen.Masiello, che ci ha concesso il raro onore di schierare una nostra rappresentanza nei ranghi delle unità qui presenti.

Si tratta di un segnale del quale percepiamo l’importanza: insomma, ci è concesso per una volta di considerarci ancora soldati, anche se l’anagrafe ci costringe all’abito borghese e, magari, al passo claudicante.

Ma non dimentichiamo – non dimenticate! – quando non troppo tempo fa scattavamo come voi agli ordini dei nostri comandanti, colmi di passione per una vita coinvolgente, difficile ma entusiasmante come poche.

E’ per questo segnale che negli stessi ranghi che inquadrano le Bandiere di Guerra delle unità, simbolo e sintesi del valore collettivo espresso in mille prove, svetta il Medagliere Nazionale dell’ANPDI, sintesi degli eroismi dei singoli paracadutisti. Gran parte delle decorazioni su di esso appuntate sono state guadagnate da nostri vecchi nel corso della Battaglia che oggi ricordiamo, quali riconoscimenti al valore, all’atto eroico compiuto, alla bottiglia molotov lanciata, all’ultima raffica sparata e all’incursione nemica stroncata, non solo alla sofferenza patita come l’emotività popolare normalmente riterrebbe. Per poi dimenticare e passare ad altro.

Noi, invece, non dimentichiamo.

La nostra presenza di oggi in questo schieramento, rappresenta il riconoscimento solenne e simbolico di un legame che non teme il trascorrere del tempo ma, anzi, attesta un rinnovato ed aumentato interesse dell’Esercito e delle Forze Armate per l’Associazione, come manifestato anche dal Capo di SMD Gen.Portolano, con il messaggio inviatoci per riconoscere la continuità valoriale tra Istituzione e Associazione, della quale sottolinea l’apporto fondamentale nel mantenimento del collegamento tra società civile e realtà militare.

Un interesse manifestato fin dal suo insediamento dal Gen.Masiello propulsore di una nuova normativa per i nostri lanci di interesse militare a lungo attesa e che rende giustizia alla dignità dei combattenti che, ancor prima che fosse consentito all’Italia di ridotarsi di paracadutisti, crearono nell’ANPDI un “focolare” folgorino completamente pacificato.

Un focolare che riunì paracadutisti di diverse unità, formatisi a Castel Benito, Tarquinia, Viterbo e Tradate e determinati a non disperdere l’eredità dei valori che li avevano animati e che nell’atto del lancio trovavano la propria manifestazione identitaria più pura.

E’ grazie a questa nuova normativa che stiamo lavorando da mesi fianco a fianco con la Brigata paracadutisti per rendere esecutiva una norma che rafforzerà ancor più i legami tra paracadutisti in servizio e Associazione, seppur attraverso un percorso del quale non ignoriamo le difficoltà e le insidie.

E non esistono insidie senza insidiatori.

Concludo.

Non abbiamo mai snobbato il ruolo di “custodi delle ceneri”, per usare un’immagine retorica ricorrente, normalmente usata per le associazioni d’Arma.

Anzi, siamo orgogliosi della responsabilità di ricordare nelle occasioni patriottiche e culturali il valore dei nostri padri, purtroppo non più presenti nelle nostre famiglie, nelle nostre sezioni e nei nostri ranghi.

Con grande passione e umiltà ci rivestiamo del ruolo di loro vicari e indegni portavoce, cercando di superare le nostre manchevolezze e insufficienze con un comportamento che almeno nelle intenzioni vorremmo sobrio, virile, in modo da richiamare il loro costume all’obbedienza, la loro disponibilità al sacrificio senza recriminazioni, la loro semplicità che neppure decenni di società dello spettacolo avevano potuto incrinare.

Ma guardiamo anche con fiducia a un futuro nel quale dalle ceneri scaturisca la fiamma e, grazie alla ripresa della nostra attività aviolancistica, si imponga nuovamente il nostro ruolo di avviatori alle armi della nostra gioventù, in linea con una tradizione consolidata in oltre tre quarti di secolo che ha visto innumerevoli ragazzi abbracciare la vita militare dopo aver assaggiato il cielo con un paracadute sulle spalle.

Molti di loro si sono fatti onore, magari a costo di gravi rischi e sacrifici, nelle molte operazioni di questo dopoguerra, o ricoprendo ruoli di grande responsabilità nelle stesse.

E’ anche per loro, è anche con loro che esistiamo e resistiamo.

Folgore!

 

 

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