Ci sono memorie che non possono essere custodite soltanto nelle pagine di un libro o nei racconti tramandati nel tempo. Esistono storie e uomini il cui esempio merita di trovare una forma concreta e visibile, capace di attraversare le generazioni.
Da questo desiderio nasce il Cippo dedicato a Mario Cecco, iniziativa fortemente voluta dalla Sezione Paracadutisti di Portogruaro. Un segno tangibile nato per dare permanenza a una memoria che appartiene non solo ai Paracadutisti, ma a tutta la comunità.

Esiste però un particolare che rende quest’opera ancora più significativa e preziosa. La pietra d’Istria che compone il cippo non è una pietra qualsiasi. Proviene infatti dalla prima casa di Mario Cecco, una pietra che ha attraversato il tempo, conservata con rispetto e tramandata dai presidenti della Sezione di Portogruaro che si sono succeduti negli anni. Custodita fino ad oggi nella sede sezionale, lascia ora quel luogo per trasformarsi in patrimonio condiviso e memoria collettiva.
Su quella pietra vi è un elemento che richiama immediatamente l’attenzione: una parte mancante sul lato destro. Non si tratta di un’imperfezione o di un danno casuale. È una scelta precisa, fortemente voluta. Quella ferita nella pietra richiama infatti la ferita che Mario Cecco riportò nel deserto di El Alamein, una ferita che segnò il suo corpo per tutta la vita, ma che non riuscì mai a piegare il suo spirito, il suo coraggio e la sua dignità di uomo e di Paracadutista.

Quella pietra ferita continuerà a resistere al tempo, proprio come continua a resistere il ricordo di Mario Cecco. L’auspicio è che possa parlare ai giovani che verranno, raccontando loro il coraggio di un Paracadutista della Folgore, la fedeltà dei suoi commilitoni e il valore di una comunità che ha scelto di non dimenticare.
La realizzazione di questa iniziativa è stata possibile anche grazie alla sensibilità e all’attenzione dimostrate dall’Amministrazione Comunale di San Michele al Tagliamento, che già nel 1985 dedicò una via a Mario Cecco. Un sincero ringraziamento va al Sindaco Flavio Maurutto, che ha accolto la proposta con disponibilità immediata e autentico entusiasmo, comprendendone fin dal primo momento il valore umano, storico e simbolico.

La memoria vive quando incontra persone e istituzioni capaci di riconoscerne l’importanza e di sostenerla con convinzione. Grazie a questa collaborazione oggi viene consegnato alla comunità un luogo che custodirà il ricordo di Mario Cecco e i valori che egli ha rappresentato.
Perché il tempo può scorrere, ma non cancella l’esempio degli uomini che hanno saputo servire con coraggio, sacrificio e fedeltà.
Onore a Mario Cecco. Onore alla Folgore.